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Il problema o il non problema

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Il problema o il non problema
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LellAffiatata
utente Aspirina_G
Eta': 47
Provincia': Roma
Citta':
Risposte: 335
[ Domenica, 16 Novembre 2014 21:42:19]
Roma,quartiere di Tor sapienza,come è possibile vedere in questi giorni in t.v,è in atto presso la popolazione locale una violenta protesta nei confronti dell'ivi presente centro di accoglienza per migranti.
La gente lamenta di non sentirsi più sicura data la numerosa presenza di queste persone,purtroppo identificate come 'male assoluto'.
Mi chiedo e vi chiedo.
Sono i migranti il vero problema del nostro questo paese??
E' il loro numero??
Ci si può pentire di accogliere persone meno fortunate???

LellAffiatata
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utente Aspirina_G

Eta': 47
Provincia': Roma
Citta':
Risposte: 335
[ Domenica, 16 Novembre 2014 21:57:53]
Ultimamente mi pongo spesso queste domande....ma riesco a giungere ad una sola conclusione,e cioè che sono, insieme a tanti, una persona assai fortunata.

Per questi motivi.

Sono nata di pelle bianca.
Sono italiana.
Vivo in un paese dove non c'è guerra.
Sono libera.
Posso democraticamente votare chi voglio.
Posso scrivere e parlare liberamente.
Mangio tutti giorni.
Ho potuto studiare.
Posso circolare nel mondo senza vincoli di sorta.
Sono un'omosessuale dichiarata e nessuno mi ha mai rotto le scatole,ne picchiata.
Posso professare la mia religione senza coercizioni di sorta.
Non sono e non mi sento sola ho un bellissimo tessuto sociale intorno.

Mi chiedo e vi chiedo, quante di queste fortunate opportunità ha un migrante ???
Pensateci, forse nessuna....

Qual'è la vostra opinione??
Dove sta la giusta mediazione tra la nostra tranquillità e il loro diritto di fuggire dalla guerra e la miseria????
Se,come paese,abbiamo sbagliato,,,,dove abbiamo sbagliato??
 

BigLella
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utente thewall

Eta': 38
Provincia': Torino
Citta':
Risposte: 810
[ Domenica, 16 Novembre 2014 23:13:20]
Bella domanda.

È pur vero che per arrivare a questa libertà ne hanno fatte di guerre i nostri avi.

C'è da chiedersi come arrivano queste persone qui e se per creare disordine. Perché gli altri paesi pure liberi non li accolgono?
Logisticamente è impossibile ospitarli tutti qui, in Italia. Non se ne può fare solo una questione filosofico-sentimentale, a questo punto che la situazione sta diventando critica. Occorrono fatti e politicamente siamo messi male. Così stiamo rischiando di perdere la nostra libertà dato che è mal governata.

Questo è quel che vedo io.
 

LellAffiatata
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utente blackwhite76

Eta': 39
Provincia': Milano
Citta':
Risposte: 409
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 00:02:12]
Ciao Aspi,
aggiungerei che sei fortunata anche perché, così come me, non vivi in una zona ad alto degrado.
Pur non condividendo le modalità della protesta e lo scagliarsi contro i rifugiati politici, onestamente non me la sento di biasimare in toto i residenti di un quartiere evidentemente esasperati dalle condizioni di degrado in cui sono costretti a vivere. Effettivamente non deve essere piacevole convivere con problemi di prostituzione, spaccio, sporcizia, occupazione abusiva di immobili e furti da parte di zingari, rom e romeni e immigrati clandestini.
Con questo non voglio dire che gli italiani siano tutti dei gran lavoratori onesti, ma non si può negare che zingari, rom e romeni abbiano aggravato la situazione di quartieri che, a causa dell’immobilismo delle istituzioni, avevano già problemi enormi e irrisolti.
Aspi se tu abitassi a Tor Sapienza ti sentiresti al sicuro? Io no e molto probabilmente sarei anche molto arrabbiata!!!
 

BigLella
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utente Stormy

Eta': 52
Provincia': Milano
Citta': Milano
Risposte: 805
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 00:26:48]
Ciao Aspi! Davvero difficile dare un risposta costruttiva. Non Conosco, nello specifico, la situazione di Tor Sapienza, perché non seguo Tg, giornali etc, ma ho presente la questione. Credo davvero che si possa rischiare la classica "guerra tra poveri ", con l'aumento di migranti e il posizionamento di centri di accoglienza in zone già difficili. Molta parte dei migranti, finisce nella microcriminalità, dove non chiedono curriculum, né consolidata esperienza, e dove si può guadagnare subito, che è ció che interessa. L'Italia non è In grado di gestire se stessa, figuriamoci un flusso continuo di gente senza collocazione. Forse ci vorrebbe una diversa politica internazionale, ma anche nazionale, direi... Non Credo sia possibile, né giusto vietare il transito, ma fino a quando? Per offrire cosa, poi? Non ho davvero una risposta concreta e, purtroppo, temo non l'abbia neanche chi dovrebbe.
 

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utente

EUtente eliminata
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 09:05:58]
di questo argomento si potrebbe discutere per giornate intere.
Penso che come Paese Italia si sta già facendo moltissimo, vedi i centri di accoglienza di Lampedusa, confrontati giornalmente con afflussi di immigrati in condizioni disperate.
Da noi al confine austriaco appena passa un clandestino lo rispediscono al Brennero, tanto gli italiani se ne occupano
Ricapitoliamo, la Spagna a Ceuta ha sbarrato tutto e non fa entrare nessuno, in Austria vengono rispediti da noi, e anche gli altri Paesi europei sono latitanti.
Direi che la grande famiglia Europa dovrebbe fare di più e non lasciare soli gli italiani con un problema così grande.
Per quel che riguarda il problema di Tor Sapienza mi sembra una guerra tra poveri
 

Lelle
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utente cerchio

Eta': 50
Provincia': Roma
Citta': Roma
Risposte: 5
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 09:58:29]
Ciao a tutte
Tanti dubbi su una realta' cosi complessa che tocca diritti che hanno una veste di principio e una di concreta quotidianità. Per un contributo alla riflessione suggerisco di ascoltare (o riascoltare) questo pezzo di Gaber che secondo me, tocca un nodo fondamentale::
https/www.youtube.com/watch?v=c4SWIzkuOo
 

LellaConvinta
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utente Frannie

Eta': 38
Provincia': Roma
Citta': Roma
Risposte: 776
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 12:21:10]
Ciao Aspirina!
Non sono i migranti il problema,loro sono il capro espiatorio del fallimento politico,quindi amministrativo e di controllo del bel paese.
L' Italia cosa fà per loro? Ben poco! Gli stranieri con il loro lavoro contribuiscono al pil italiano per l’11% , mentre per loro lo stato stanzia meno del 3% dell’intera spesa sociale.

Per non parlare delle condizioni disumane nei cen­tri di iden­ti­fi­ca­zione ed espul­sione. (Cie)
Questi centri sono una grave anomalia giuridica in cui vengono perpetrati gravi vio­la­zioni dei diritti umani. Dentro questi lager ci finiscono i richie­denti asilo, stra­nieri con mogli e figli che hanno vis­suto in Ita­lia molti anni (50% dei reclusi), stra­nieri nati in Ita­lia, stra­nieri con il per­messo di sog­giorno sca­duto e stra­nieri pro­ve­nienti dal car­cere (45% dei reclusi secondo i dati for­niti dalle prefetture).

Prima di questa calorosa accoglienza sono stati schiavizzati, derubati, privati della loro identità,pagando cifre rilevanti per viaggi della speranza che in molti casi sono terminati nelle acque profonde del mediterraneo.Solo chi ha vissuto l'inferno può cercare di riscattare la propria esistenza rischiando tutto!

Con le strumentalizzazioni politiche poi raggiungiamo l'apoteosi dell'ipocrisia umana.
Quelle condizioni di controllo, di tutela, di sicurezza pubblica non esistono più, anche nei quartieri "bene", fatevi un giro nella centralissima "campo dè fiori" per capire.
Nei quartieri di periferia,tra cui tor sapienza, c'è ovviamente una densità più alta di popolazione che richiede un controllo maggiore da parte delle istituzioni preposte che non viene fatto.
E' questo il fallimento più grande che genera frustrazione da parte di quei cittadini onesti che sanno di pagare le tasse per beni e servizi inesistenti.
La demagogia politica si limita solo ad infervorare gli animi...nulla di più.

 

risposte
utente

EUtente eliminata
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 13:42:20]
Ciao Aspirina, se posso dire la mia è davvero inutile schierarsi pro o contro gli immigrati, considerato che le guerre e le cosiddette "missioni umanitarie" alle quali come Paese partecipiamo, ci dicono che il flusso di immigrazione, come porta del mediterraneo è inarrestabile qui da noi. E questo è evidente anche dal fatto che l'Europa stanza fondi su fondi solo per la gestione flussi immigratori. Il business è stato fiutato da molti che aprono associazioni no profit e ottengono autorizzazioni ministeriali per l'accoglienza, come vedi molti alberghi sulla via del fallimento sono diventati centri di accoglienza per ovvi motivi. Detto questo, l'Italia è sempre stato un Paese razzista, e in questa fase, "guerra fra poveri" o meno (che sta diventando uno splendido slogan politico vuoto di senso), si fa più aspra. Le periferie romane, sono periferie in ogni senso. anche i quartieri reputati radical chic come il pigneto, sono luoghi di spaccio e bivacco pur in mezzo ai locali fighi e alla gente trendy che ci va. Due soli esempi:uno di una ragazza circondata in macchina al pigneto da un gruppo di immigrati che per fortuna con il pronto intervento della polizia è scampata al peggio. e l'altro è successo la settimana scorsa, una banda di immigrati dell'est, giovanissimi, ha rapinato una casa lasciando in una pozza di sangue padre e figlio. Gli abitanti di Tor Sapienza, sono abitanti di case popolari, con pochi e scarsi servizi pubblici. non sono razzisti, sono abituati a mischiarsi con qualunque tipo di umanità. Il fatto è che un complesso di sinistra ci impone una romantica tolleranza ad ogni costo, ma di fatto chi viene in questo Paese deve rispettare la legge e imparare a integrarsi negli usi e nei costumi. Io non sono razzista ma non sopporto gli arabi che per abitudine scatarrano per strada mentre camminano. O l'immigrato che fa la pipì al muro perché dice che tanto qui rispetto alla Germania non è reato. Ma fosse italiano sarei indignata due volte! e soprattutto se per riscatto sociale, intendiamo fare soldi in qualunque modo, con qualunque mezzo e a discapito di chiunque, arruolandosi nello spaccio ad esempio, mi spiace ma diventa razzista chiunque a questo punto. Ricordo che quando laureati belli e pasciuti andiamo all'estero (come dice una mia cara amica) ci adeguiamo alle leggi di quel paese. Vedi gli Stai Uniti, o l'Inghilterra o l'Australia. Detto questo, è ovvio che occorre creare le condizioni per l'integrazione, e che non si può fare di tutta l'erba un fascio. A tal proposito, scusate se sono prolissa, vi giro link della Stampa di stamattina:

http://www.lastampa.it/2014/11/17/italia/cronache/gli-immigrati-di-tor-sapienza-voi-siete-senza-lavoro-terribile-ma-la-colpa-non-nostra-kO9AvlZ75wiqWzmCkMPcVP/pagina.html

 

Lelle
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utente cerchio

Eta': 50
Provincia': Roma
Citta': Roma
Risposte: 5
[ Lunedi, 17 Novembre 2014 14:54:06]
grazie per la segnalazione e scusate! L'indirizzo corretto e' https://www.youtube. com/watch?v=c4SWIzkurOo. Comunque il pezzo si chiama sogno in due tempi.
Ciao
 

risposte
utente

EUtente eliminata
[ Martedi, 18 Novembre 2014 12:20:22]
Cara Il Tarlo, nessuno dimentica niente, i miei genitori sono stati immigrati a loro volta in Svizzera, e ricordano benissimo il razzismo subito. Molti italiani all'inizio del 900 sono emigrati all'estero e al nord italia, siamo stati capaci di esportare la mafia è vero, ma anche tanti modelli positivi, ed erano anni di vera fame. Voglio solo ricordare che uno degli aereoporti di N.Y., quello dedicato ai voli nazionali interni, è intitolato a Fiorello La Guardia, newyorkese di nascita ma foggiano di origine, che è stato sindaco di N.Y. ripulendo la grande mela dalla criminalità del tempo e combattendo il fascismo e il nazismo dell'epoca. Ricordo la meridionalizzazione degli uffici amministrativi del nord negli anni 70, e potrei elencare una sfilza di nomi di eminenti personalità delle istituzioni tutti di origine meridionale.

Nessuno dimentica niente, i calabresi a Roma subiscono ancora un velato pregiudizio te l'assicuro, e sto parlando di Roma: la città più grande della Calabria.
Penso solo che oggi i flussi migratori vadano gestiti con un'adeguata politica di integrazione che non esiste, che viene lasciata alle associazioni nate spesso per puro scopo di lucro, e che la prima integrazione avviene con la giusta acquisizione degli strumenti per stare in questo Paese:imparare la lingua e rispettare le regole del vivere civile e la legge penale.
Io non vado all'estero a parlare italiano se voglio lavorare e non mi giustifico imponendo le mie consuetudini sociali in un paese estero.

Ricordo che la ghettizzazione di molti immigrati avviene per un principio sociologico molto semplice: la conservazione delle proprie tradizioni (non sempre positive) e delle proprie radici per evitare l'estinzione. E' arroccamento molto spesso non integrazione. Il modello pensante che vede la donna ancora come essere inferiore per fortuna non ci appartiene, ma in alcuni paesi, perfino nel Libano che vanta anche una sua intellighenzia borghese e culturale esiste ancora, cito a caso una scrittrice Joumana haddad che scrive di questo.

E la legge penale di molti paesi arabi come il Marocco addirittura prevede che lo stupratore possa evitare il carcere se decide di sposare la sua vittima. Ecco, è questo il modello pensante al quale mi riferisco che noi non possiamo accettare e che è insito, inculcato in alcuni immigrati. Ho un'amica che lavora nelle case famiglia, molto esperta in questa tematica, che mi ha assicurato (ed è cosa nota) che quasi tutte le donne che attraversano il mediterraneo nei viaggi della disperazione vengono stuprate dai loro compagni di viaggio.

Io non ci vedo romanticismo o scarsa memoria nel pretendere che l'integrazione avvenga prima attraverso l'imposizione delle nostre leggi e dei nostri modelli culturali, senza pregiudizio verso i modelli culturali diversi dai nostri, anzi. Ma bisogna partire da determinati presupposti di civiltà.
 

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