cinquanta anni fa



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cinquanta anni fa
utente WalkingDust

UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:37:37]
Voglio condividere con voi la storia di una montagna che per metà è franata in una diga. La diga ha retto, ma l’acqua è uscita. S’è fatta onda altissima che s’è divisa in tre e ha distrutto tanti paesi, sia sulle sponde del lago artificiale, sia a valle, oltrepassando mostruosamente la diga e precipitando sulle case, spazzandole via. Cancellando tutto eccetto il ricordo. Per sempre. Di quei paesi non è rimasto pressoché niente. Di quei morti nemmeno. 2000 morti, 487 erano bambini.
VAJONT.
utente WalkingDust

UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:43:49]
La diga fu costruita dalla SADE (Società Adriatica Dell’Elettricità) e fu costruita bene. La più alta del mondo. Ed è ancora lì. La diga ha retto. E’ la montagna che ci è crollata dentro.
La diga viene fatta costruire fra due monti: il monte Salta e il monte Toc. Viene fatta fra Veneto e Friuli, presso la Valle del fiume Piave, nella gola in cui scorre il torrente Vajont. Sul monte Salta vi sono molte case e due centri abitati principali: Erto e Casso. Dall’altra parte, sul monte Toc, ci sono tutte le fattorie, le casere e le case usate nei periodi di lavoro agricolo dagli abitanti di Erto e Casso. Quindi le persone abitano sia sul monte Salta, che sul monte Toc. Il monte Toc è anche pieno di animali, quelli delle fattorie. Sotto e al di là della diga, ma proprio sotto sotto, a valle, dove scorre il Piave, c’è il paese di Longarone con le sue molte frazioni. Longarone vede la diga, la diga vede Longarone. Longarone è a circa 466 metri sopra il livello del mare, la diga che Longarone vede alzando lo sguardo verso il cielo è a circa 720 metri sopra il livello del mare. Sulle sponde della diga, dalla parte del monte Salta, Casso si trova a circa 900 metri, Erto è più bassa e tocca quasi la diga stando a quota 726 metri [misurazioni degli anni Cinquanta/Sessanta, poi, dopo il disastro, è cambiato molto, basti pensare che Longarone nuova si è alzata di 7 metri!].
Qual è il problema? Il monte Toc è franoso, frana con niente. Lo si scopre molti anni prima del 1963! Quando ancora la diga è in costruzione. I geologi (un austriaco e un italiano in particolare) cercano di far capire che NON SI PUO’ fare una diga che poggia sul monte Toc perché il Toc, se gli bagni i piedi e le ginocchia, casca giù! E gli abitanti lo sanno bene! E cercano di far sentire la loro voce, ma vengono messi a tacere e pure espropriati. Solo una giornalista combatte per loro: Tina Merlin, una donna straordinaria. Tina denuncia, gli abitanti denunciano, i due geologi urlano che non si può costruire una diga sul Toc. Ma il profitto è più importante delle vite di migliaia e migliaia di persone e la costruzione va avanti e termina. Durante gli anni di collaudi il Toc comincia a franare. Si va avanti a collaudare lo stesso (ossia a riempire e svuotare la diga). E pure in fretta. Sì, perché intanto l’ENEL si era interessata alla diga e la SADE voleva venderla all’ENEL (nascondendo all’ENEL che la diga era ‘difettosa’). L’ENEL non sapeva che il Toc sarebbe franato e che la diga sarebbe stata inutilizzabile perché la SADE l’ha taciuto per vendere. SADE ed ENEL fanno insieme l’ultimo collaudo e riempiono la diga di acqua superando il limite di guardia (indicato dall’Università di Padova che intanto aveva fatto prove di frana su modellini!): mentre l’acqua sale, il monte Toc inizia a camminare verso la diga. A franare TUTTO intero per metà, tagliandosi in due fette. Lo fa giorno dopo giorno, c’è il tempo di avvertire la gente e farla evacuare. NON SI FA NIENTE. Ora che il collaudo è stato fatto si procede a fare uscire l’acqua dalla diga, molto lentamente (di fatto quando casca il monte, la diga è ancora bella piena!). Si spera che la frana cammini lenta, mentre l’acqua viene tolta anch’essa lentamente. Bisogna vendere prima che caschi la montagna: se si ha fortuna, la strage arriva quando si è già venduto e intascato il denaro!
Sono le 22.39 del 9 ottobre 1963. Il Toc non ce la fa più, si spacca in due e FRANA. MEZZA MONTAGNA LUNGA 2 KM FRANA. E frana a una velocità inimmaginabile, tutto su un colpo. Dentro alla diga ancora piena d’acqua. E nel mezzo Toc franato c’erano le stalle, le fattorie abitate, le casere: nuclei abitati del Toc che scivolano giù nel lago, spariscono in pochi secondi. Gli animali urlano, i cani si strozzano volendo strapparsi la catena dal collo per scappare, non c’è tempo per il loro padrone di salvar le bestie…Giù nel lago anche lui con tutta la famiglia. Mezza montagna abitata tutta giù nel lago artificiale gelido e nero (è buio quando succede). Ti trema la casa sotto i piedi e il minuto dopo sei morto in fondo al lago con tutti i campi, i boschi, i pascoli. TUTTO giù nel lago. MEZZA MONTAGNA.



[Unica immagine tratta dal web, le altre sono mie. Osservate bene cosa è successo, la piccola fotografia parla da sola]

Si sollevano tre onde alte 250 metri (ma ve la sapete immaginare un’onda alta 250 metri?): una distrugge parte di Erto (158 morti), una tocca Casso. L’altra…Eh, l’altra sorpassa il muro della diga di decine e decine di metri! E precipitando con la forza di due bombe atomiche spazza via tutti i paesi che stanno nella Valle (1910 morti). E’ alta ancora 70 metri quando spazza via la Valle del Piave. Cancella tutto in 4 minuti. 240 secondi e tutto è sparito. L’aria uccide prima dell’acqua, il vento creato dall’onda porta via i vestiti, poi la pelle, poi gli organi e disperde le ossa. La gente muore scorticata viva, e se non viene scorticata allora annega respirando acqua e fango. Pochi i morti ritrovati (circa 800), ancora meno quelli ritrovati interi: ti va bene se trovi un arto, un braccio, una mano, un piede, un tronco mozzato, una testa magari così almeno (se non è scorticata) è più facile il riconoscimento. Più di metà delle tombe del cimitero del Vajont (a Fortogna) sono VUOTE, resta solo un nome. Sono tante quelle dei bambini, tante quelle di chi aveva solo pochi mesi e non è mai arrivato a compiere un anno.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:45:14]
La diga vista da Longarone, a sinistra avete il monte Salta, a destra il monte Toc.


C’era una bellissima Chiesa a Longarone, stupenda, del Settecento, con dipinti antichi e semipilastri coi capitelli.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:47:35]
Ma poi è arrivata la frana.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:48:58]
E della Chiesa di Longarone restano le campane.

E pezzi di capitelli.

Un Cristo senza braccia, che a guardarlo ti metti a piangere anche se non credi.

Un Messale (unico testo a essersi salvato):
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:52:01]
Una croce senza Gesù.

Un Tabernacolo vuoto. Il Dio che c’era dentro ha preferito andarsene con l’acqua, accompagnando gli innocenti. Sul cartellino della teca c’è infatti scritto ‘L’onda mortale divelse la porticina del vecchio tabernacolo, e il corpo di Cristo, presente nel Santo segno del pane, fu trascinato e disperso, come viatico comune, con i corpi delle vittime’.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:53:25]
E le persone? C’erano tante persone! Famiglie numerose, con tantissimi bambini! Coppie di sposini. Giovani che si stavano costruendo una vita. TUTTI MORTI. Bambini mai nati (tantissime donne gravide), bambini di un anno, di due, di tre. Ragazzini. FIGLI. CF sulla targa sta per ‘capofamiglia’, M per ‘madre’, F…Eh…F sta proprio per ‘figlio/a’. Più di un quarto dei morti erano bambini.

Le famiglie spazzate via, tutti i duemila morti.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:54:57]
Morti perché Longarone è proprio in bocca alla diga.

Già…La diga. Alta come le nuvole.

Talmente alta che mezza montagna franata non è bastata per riempirla.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:57:24]
Talmente alta che ti gira la testa perché anche se ti impegni non riesci a vedere il fondo.
 
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UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 14:58:25]
E quando mezza montagna frana, allora la frana non riesci nemmeno a fotografarla per quanto è grande.

E quando una montagna frana…L’acqua si alza e l’onda alta 250 metri è pronta a spazzare via ciò che incontrerà lungo il suo precipitare. E che cosa c’è in bocca all’onda? C’è Longarone. Con tutte le sue frazioni, laggiù, nella Valle del Piave.
 
utente WalkingDust

UltraLella
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[ Lunedi, 7 Ottobre 2013 15:00:07]
Che il giorno dopo non esiste più.

E delle persone cosa resta?
Una scarpa.

Un’automobile. Sì, era una Ford Anglia, come c’è scritto nel foglio A4 vicino. Un’automobile ridotta alle dimensioni di due fogli A4 per lungo e per altezza e a un solo foglio A4 per largo.
 

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