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Silenzio

tra funambolismo e materia

Articolo inserito da giogi

Ho sempre asserito che la parola scritta mi salverà.
Quella stessa parola scritta che può essere male interpretata o distorta o derisa.
Ma cosa accade quando quella stessa parola non fa rumore?
Quando inciampa in un mondo silenzioso?
Quando resta spoglia di accenti, cadenze e dialetti?
Accade che ti sbatte in faccia i tuoi limiti, le tue deficienze, le tue intemperanze e ignoranze.
Accade che ti scopre altrettanto sorda e disattenta, ponendoti nella condizione di cercare risposte e conoscenza.
E io amo quel suo mondo silenzioso, la sfumatura complicata di chi non riesce a capirsi, di chi scivolandoti accanto prova a tenersi discosta per la paura di inciampare nel dolore.
Ma lei ci sente più di me.
Siamo noi gli handicappati. Ci sentiamo ma non ascoltiamo. Parliamo ma non rispondiamo.
Siamo sordi e muti.
Facciamo inutile rumore.
E allora mi riscopro sempre più innamorata di lui, del piccolo e rosso Petit che mi ha issata su quel cavo d'acciaio e mi ha lasciata sospesa per aria.
Mi ha lasciata con la paura di scivolare, cadere e precipitare nel vuoto.
Mi ha lasciato con la voglia che ha il funambolo di sfidare i propri limiti e la legge di gravità. La vita è tutto ciò che abitiamo tra il niente e il nulla.
Non esiste prima né dopo.
La materia è l'arte più affascinante che ci ha regalato l'universo.
Voglio restare intrappolata per sempre nel silenzio dei fermioni e bosoni per diventare nuova materia quando la vita che conosco smetterà di far rumore.
Ai fermioni la scelta.

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Rubrica: *** Altro ***
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14 Novembre 2017

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